Recensione "Casa di bambola" di Henrik Ibsen

Casa di bambola di Henrik Ibsen Editore: Mondadori, Oscar Classici – Anno di pubblicazione: 2017 – Pagine: 104 Casa di bambola di Henrik Ibsen è un’opera teatrale composta da tre atti, che, in pochissime pagine, descrive perfettamente l’ipocrisia celata dietro a unioni apparentemente idilliache, condite da nomignoli urticanti e allegria esasperata ma che in realtà sono solo apparenza. Nora e Torvald Helmer sono una comunissima coppia borghese di fine ‘800, con una bella casa, tre figli e una bambinaia. Nora è al settimo cielo. Torvald ha finalmente avuto una promozione nella banca presso cui lavora e perciò, da adesso in poi, potranno condurre una vita agiata e senza preoccupazioni. La donna però nasconde un segreto che minaccerà l’armonia della sua “perfetta” vita familiare. Infatti, nel momento in cui, secondo Torvald, Nora non rispetta le regole e rischia di infangare il suo buon nome e la sua credibilità, smette di essere la sua “lodoletta canterina” , il suo “scoiattolo”...